sabato 23 gennaio 2021

Il servizio del TG3 sulle attività dei Gators in questi mesi di lockdown!

Questa settimana il TG3 ha voluto fare una chiacchierata con noi, in quanto “società con oltre 500 tesserati dai 4 anni in su”, e capire come una realtà provinciale come la nostra vive la stretta sulle attività sportive, imposta dai vari DPCM. 

A raccontare il nostro punto di vista e la nostra esperienza di questi ultimi mesi sono stati il Presidente Nasari, che ha analizzato il lato finanziario, il Responsabile del Settore Giovanile Gigi Toselli, il quale ha provato a mostrare il futuro della nostra funzione e il Responsabile Minibasket Marco Nasari, che ha parlato dei rapporti con i più piccoli e le famiglie. 

Ecco le dichiarazioni complete:

Presidente Francesco Nasari

Non sappiamo quando potremo ripartire, ma la crisi del movimento basket in Italia parte da molto prima di questo stop causato da Covid, che invece può e deve trasformarsi nell’occasione per ripensare al modello delle nostre società sportive, se vogliamo che alla ripresa, il basket italiano risorga e risplenda. Bisogna investire e rinnovarsi: grazie alla conferma della stragrande maggioranza degli sponsor, che ringrazio per continuare a credere in questo progetto, quest’anno abbiamo investito molto sull’ingresso di una nuova figura in dirigenza, con la precisa intenzione di migliorare la nostra comunicazione e il marketing. Non mi nascondo, essere fermi è dura, quest’anno con la crisi economica che c’è stata, alcuni sponsor ci hanno abbandonato e dal punto di vista delle quote associative sicuramente c’è stato un crollo vertiginoso, anche perché noi come società abbiamo restituito la parte eccedente a chi l’aveva già versata. Speriamo di poter recuperare con i Camp estivi che l’anno scorso hanno coinvolto più di 250 bambini. Abbiamo molte novità in programma per l’estate e confidiamo di poterle presentare tutte così come le abbiamo pensate. 

Responsabile settore giovanile Gigi Toselli

Come allenatori e più in generale come società sportive, dobbiamo pensare alla nostra funzione adesso e nei mesi futuri. Principalmente la nostra attività, quando riapriremo, sarà sociale, perché i ragazzi sono stati lontani dai loro amici e dai loro compagni e si è persa tutta la parte di squadra, tutta la parte sociale. In un periodo delicato come l’adolescenza non possiamo pensare che questo non abbia delle serie ripercussioni sulla loro crescita e formazione. 

Noi come Gators abbiamo cercato di andare oltre gli allenamenti su Zoom, proponendo una competizione virtuale, la Royal Rumble, per far competere l’una contro l’altra tutte le squadre del nostro settore giovanile, con l’obiettivo di recuperare, per quanto possibile, il concetto di squadra e di gruppo che in questi mesi sono andati inevitabilmente persi. 

Responsabile Minibasket Marco Nasari

Da responsabile del minibasket il mio ruolo non è soltanto quello di occuparmi dei bambini, ma anche di coinvolgere le famiglie nel nostro progetto e nella nostra idea di sport. Proprio le famiglie mi chiedono spesso quando si ricomincerà, ma non dipende da noi. Cerchiamo di fare in modo che tutti i nostri ragazzi tengano duro, cerchiamo di essere presenti in tutti i modi per mantenere un rapporto coi ragazzi e mantenere viva la speranza, perché tanto si tornerà a giocare e bisognerà essere pronti e preparati. Bisogna tenersi in forma, con meno videogiochi e più attività all’aria aperta. Durante questi mesi di inattività il contatto con loro è stato costante e le iniziative che abbiamo proposto hanno sempre coinvolto non solo i bimbi, ma anche i loro genitori. Tra video, semplici esercizi da fare con il papà e la mamma, questo è sempre stato il nostro obiettivo: pensare anche alle famiglie. 

Ecco il servizio andato in onda al TG3 dello scorso giovedì 21 gennaio. 


lunedì 11 gennaio 2021

Il Presidente Nasari vince la borsa di studio per Dirigenti!

Il Presidente dei B.C. Gators, Francesco Nasari, è il vincitore della Borsa di Studio per dirigenti, assegnata dal Consiglio Direttivo del CR Piemonte della FIP, grazie alla quale parteciperà al corso di aggiornamento e formazione professionale per dirigenti sportivi.
Un bel riconoscimento per il dirigente saviglianese, che vede ripagati l'impegno e la dedizione profusi nella gestione della nostra società sportiva. Con la sua visione Nasari ha saputo portare i Gators nel gotha della pallacanestro giovanile della provincia di Cuneo, registrando anno dopo anno una crescita costante e inarrestabile nel numero di iscritti, nei risultati sportivi e nelle iniziative collaterali alla stagione sportiva.
"Io sono solo un nome, ma questa borsa di studio è un riconoscimento per tutta la dirigenza e lo staff tecnico Gators: siamo una squadra che condivide idee e passioni e il nostro più grande successo è aver creato un gruppo mai sazio, che pensa sempre a qual è il prossimo obiettivo, il prossimo traguardo da raggiungere.
A livello personale questo corso sarà un'occasione di crescita professionale importante. Come dirigenti di squadre amatoriali siamo spesso autodidatti, costretti a imparare dalla nostra esperienza, accumulata anno dopo anno: un corso di formazione e aggiornamento simile, invece, è il segno che il nostro Comitato vuole investire anche su chi ha il compito di guidare una società. Credo sia un passo molto importante per tutto il movimento cestistico italiano."
Una borsa di studio che arriva in un territorio, quello saviglianese e più in generale cuneese, zeppo di realtà cestistiche storiche, ma i Gators possono sorridere visto che il loro condottiero non ha alcuna intenzione di sentirsi arrivato.


mercoledì 23 dicembre 2020

mercoledì 16 dicembre 2020

venerdì 11 dicembre 2020

Ci vogliono gambe, talento e... cuore!

La Royal Rumble Gators è partita la scorsa settimana con grandi aspettative di divertimento, la speranza che i ragazzi avrebbero partecipato in massa e, bisogna ammetterlo, un po' di timore che non succedesse. Le puoi pensare tutte, video, grafiche, esercizi divertenti, ma non puoi controllare la volontà delle persone. E allora devi far affidamento su quello che hai visto durante i tanti anni in cui hai allenato questi ragazzi, in cui hai conosciuto il cuore di ognuno di loro. La prima sfida della Royal Rumble Gators (RRG) prevedeva di macinare chilometri: ogni chilometro percorso, non importa se camminando o correndo, valeva un punto per la propria squadra. Quando l'abbiamo immaginata e costruita volevamo spingere sulla voglia dei ragazzi di uscire e fare attività (sempre nel rispetto dei DPCM) all'aperto, ma ovviamente temevamo che quest'anno così difficile, non solo per i malati e per i lavoratori, ma anche per i giovani, avesse avvelenato anche la voglia di uscire all'aria aperta e fare una corsetta. Meglio la Play era una risposta che sarebbe potuta arrivare e che sicuramente molti genitori si sono sentiti dire in questi mesi.
Quello che è successo invece è stato l'opposto: fin dai primi due giorni non riuscivamo a credere ai numeri che leggevamo sui contapassi. Decine e decine di chilometri percorsi con la competitività alle stelle e la voglia di giocare per la propria squadra, come non succedeva da quasi un anno. Quando, a fine settimana, abbiamo letto i chilometri percorsi da tutte le 10 squadre partecipanti nei cinque giorni della sfida, siamo rimasti senza parole: 2834 chilometri complessivi, che per intenderci sono come arrivare a San Pietroburgo partendo da Savigliano, o correre più di 67 maratone.
Poi ci sono state due storie che ci hanno commosso: la prima è quella di Antonio, che a 12 anni ha corso in 4 ore quasi una mezza maratona (più di 20km), mentre la seconda è la storia di Andrea, che sebbene sia costretto in isolamento nella sua abitazione, non si è fatto abbattere dalle difficoltà oggettive che questa sfida presentava per lui e, in un giorno, ha percorso la bellezza di 12 chilometri, tutti nel proprio cortile di casa!!!!
Quando è arrivato lo screenshot del suo contapassi di giovedì ci siamo sentiti tutti presi a schiaffi da Andrea: se vuoi puoi. Andrea l'ha dimostrato in pieno.
Adesso però sotto con la seconda sfida: è arrivata la neve, si deve stare in casa, ma non temete. Non sarà meno faticosa.


mercoledì 9 dicembre 2020

giovedì 3 dicembre 2020

Minibasket e Lockdown

Un confronto a cuore aperto con Marco Nasari, il nostro responsabile micro e minibasket.

Quale è il compito dell'istruttore di minibasket?

Conosciamo le esigenze dei ragazzi e sappiamo con certezza che una o due ore a settimana, passate in palestra, con gli amici e l'istruttore che li fa divertire, sono ossigeno, una scarica sana di adrenalina, ma non solo: i bambini si ritrovano in un ambiente dove ci sono regole diverse da quelle che ci sono a casa e a scuola, ma sono pur sempre regole che devono essere rispettate. Il minibasket, e più ancora il microbasket, sono la prima occasione in cui i bambini devono relazionarsi con i compagni, ma anche con gli "avversari", un concetto che a scuola non esiste. È importante insegnar loro a farlo sin da subito, con stima e rispetto, così come insegnare ad affrontare le difficoltà del gioco, a volte superandole subito, altre volte mettendoci più tempo; è bello notare come, osservando il loro amico e l'istruttore, imparano a superare le difficoltà, e lo è ancora di più quando superano finalmente quell'ostacolo. È impagabile per chi fa il mio mestiere!
Vi posso assicurare che proprio in quel momento, noi istruttori che li osserviamo siamo felici almeno quanto loro e ci emozioniamo, li incoraggiamo e cerchiamo in un modo divertente di aiutarli a crescere: riuscire a superare queste piccole difficoltà nello sport, può aiutarli a reagire contro gli ostacoli ben più grandi che incontreranno durante la loro vita.
I compiti in classe e le verifiche sono ben altra cosa, ma se ci si pensa bene non c'è una grande differenza con lo sport, la chiave sta nella propria volontà di imparare e migliorarsi.
Noi dobbiamo insegnar loro che esercitandosi, applicandosi, impegnandosi, possono raggiungere quel risultato: è la storia più vecchia del mondo "Volere è potere"; ovviamente il paragone scuola/sport pende a favore del gioco, ma se un insegnante è bravo e sa appassionare il bambino alla materia, il risultato è il medesimo. Noi istruttori Gators cerchiamo di appassionare i bambini e farli divertire giocando a minibasket!

Quale è la filosofia Gators nel minibasket?

Non ho mai detto e mai dirò ad un bambino che è forte e che andrà a giocare in NBA, così come non metterò mai pressione a nessun bambino quando sbaglia un canestro o un passaggio. Il mio obiettivo non è certo vincere una partita o il campionato, ma far divertire i miei ragazzi e aiutarli a crescere per essere dei bambini, dei ragazzi e poi delle persone migliori.
Vogliamo appassionare i ragazzi a questo sport spettacolare, dare a tutti l'opportunità di divertirsi, migliorarsi e di crescere insieme: quando un genitore ci affida i suoi figli, non gli prometteremo mai che diventeranno dei campioni, ma assicuriamo loro tutto il nostro impegno per farli uscire dalla palestra con un sorriso a trentadue denti, stanchi perché si sono impegnati, felici perché hanno fatto il loro primo canestro, oppure sono riusciti finalmente a vincere al "gioco del serpente"!

Come è iniziata questa stagione di minibasket?

A settembre eravamo carichi a molla e, grazie al grandissimo lavoro estivo, l'attività minibasket è ripartita alla grande, tantissimi bambini e bambine sono arrivati a provare le lezioni gratuite e molti si sono iscritti per la prima volta entusiasti di questa nuova avventura. Come sappiamo, a fine ottobre, è arrivato lo stop dal governo e ci siamo dovuti fermare nuovamente. Colgo l'occasione per fare i miei complimenti a tutti i collaboratori e ai ragazzi dei centri minibasket Gators, perché durante la prima parte di stagione sono stati esemplari, hanno recepito le disposizioni in materia di igiene per gli allenamenti e l'uso della mascherina. È stato un bel segno di maturità anche da parte loro.

Come è stato affrontato questo secondo Lockdown?

Purtroppo in questa secondo periodo di stop forzato non possiamo fare tantissime cose, ma il messaggio che vogliamo mandare è: "Ragazzi ci siamo e non vediamo l'ora di vedervi in palestra per emozionarci e crescere insieme"! Con quest'idea in mente, abbiamo pensato in queste 4 settimane prima di Natale di proporre dei giochi per tutti i bambini dai 3 agli 11 anni, senza escludere nessuno, coinvolgendo sia chi ha uno spazio grande ed un canestro, sia chi vive in condominio e non ha un canestrino.

In che cosa consiste questa iniziativa?

Ogni settimana, a partire da quella appena trascorsa, viene proposto un video nelle chat di whatsapp in cui lanciamo un gioco a tema: la scorsa settimana abbiamo usato il ball handling, questa settimana faremo un po' di tiro. I giochi hanno livelli differenti, quindi ogni ragazzo si può cimentare al livello a lui più consono e può decidere se aumentare oppure diminuire la difficoltà.

Avete pensato a delle video lezioni tipo Zoom?

Oltre ad essere un istruttore sono anche un genitore e personalmente non trovo istruttivo mettere davanti ad uno schermo per 30/45 minuti dei bambini, chiedendo loro di svolgere un'attività fisica. Questo per due motivi: il primo è che la soglia dell'attenzione scende dopo pochissimi minuti, mentre il secondo è che vogliamo giochino liberamente, magari sfidando i fratelli/sorelle o, perché no, i genitori!

Quando pensate di riprendere le attività?

Se dipendesse da noi il prima possibile, ma purtroppo non è così! Voglio essere ottimista e sperare che dal 2021, magari da febbraio si possa riprendere.Ragazzi, tenete duro, perché anche noi scalpitiamo per ripartire.


mercoledì 2 dicembre 2020

giovedì 26 novembre 2020

La Royal Rumble Gators - Una cosa che non avete mai visto!


Per chi non fosse un appassionato di Wrestling, forma d'intrattenimento statunitense, in cui si predilige la spettacolarità della lotta sul ring, piuttosto che la sua efficacia (sì, le botte sono sempre finte), la Royal Rumble è un evento in cui tutti i lottatori della lega WWE (la NBA del wrestling) si sfidano contemporaneamente sullo stesso ring. Di quell'ammasso di muscoli e costumi assurdi rimane solo un lottatore, che viene decretato vincitore. I Gators sono una società di pallacanestro, cosa c'entrano il wrestling, i ring, la Royal Rumble?

La risposta è piuttosto articolata, al suo interno c'è una bella dose di non-sense, di voglia di divertirsi, ma soprattutto la volontà di riuscire a creare qualcosa per i ragazzi, che possa coinvolgerli non individualmente, ma come squadra, per ricreare quelle dinamiche tipiche di uno spogliatoio (l'incitamento reciproco; la competitività che spinge tutti verso lo stesso obiettivo), pur rispettando le regole di distanziamento e chiusura delle palestre, imposte da questo momento tiranno. Basta con i pomeriggi passati in cameretta, litigando con la connessione, nel tentativo di sentire l'allenatore che dà indicazioni su Zoom, è arrivato il momento di adattarsi davvero a questo periodo e trovare un modo per divertirsi sul serio, con i propri amici e compagni di squadra: ecco perché è nata la Royal Rumble Gators.

A partire da lunedì 30 novembre, e per le successive tre settimane, tutte le squadre giovanili Gators verranno coinvolte in tre sfide diverse (una a settimana), in cui i punteggi che otterrà il singolo giocatore si andranno a sommare con quelli dei propri compagni di squadra: sarà una competizione virtuale, ma con prove fisiche molto reali, in cui le 12 squadre giovanili si sfideranno tutte contro tutte e alla fine, come nella Royal Rumble, solo una sarà la squadra vincitrice, che verrà proclamata dal nuovo commissioner Giò Mondino (The Natural Giò) nella settimana di Natale.

Sì, perché il Presidente Nasari, in queste tre settimane di Royal Rumble, viene destituito dal suo ruolo, e al suo posto è stato nominato un commissioner (esattamente come nella WWE), che avrà pieni poteri: potrà scegliere sfide, assegnare punteggi e, forse, tentare di garantire la regolarità della gara. Non sarà un compito facile, perché come nella miglior tradizione del wrestling, il commissioner Giò Mondino avrà il suo antagonista, Morris (The Faboulous), che tenterà di pilotare la Royal Rumble e mandare a monte la gara: non si darà pace finché una squadra sotto la sua protezione non vincerà la Royal Rumble.

Siamo sicuri che ora è ancora tutto più confuso di quando avete iniziato a leggere questo articolo, ma siamo altrettanto certi che vi sarà scappato un sorriso, pensando a quello che succederà nelle prossime settimane ai Gators: avremmo potuto accontentarci di fare il compitino, certamente questa idea non stravolgerà le nostre vite, ma ci sembra un modo originale e divertente per cercare di restare uniti, non solo come amici, ma anche come compagni di squadra, perché non dobbiamo dimenticarci che il basket è uno sport di squadra, che si gioca in palestra o all'aria aperta, ma non sicuramente sul tappeto di una cameretta. È il momento di reagire e questa Royal Rumble, questa competizione di quasi un mese, è il nostro modo per farlo.

Vinca la squadra migliore, ma non dimenticatevi la regola più importante: divertitevi.



mercoledì 25 novembre 2020